01 / Il significato

Che cosa significa lavorare sulla presenza AI.

Un cliente può usare un assistente AI per approfondire un problema o valutare un fornitore. Per un’azienda è utile capire se il proprio nome compare in quelle risposte e quali informazioni vengono riportate.

La sigla GEO, Generative Engine Optimization, indica il lavoro volto a migliorare la presenza di marchi e contenuti nelle risposte generate. Per valutare un servizio, però, occorre guardare alle attività effettivamente comprese.

02 / L’offerta

Parti da quello che fai.

Nel nostro approccio partiamo dall’offerta: cosa vendi, a chi ti rivolgi, dove operi e quali dubbi emergono durante la scelta. Selezioniamo le domande da osservare e le pagine che devono spiegare questi aspetti.

Un esempio ipotetico

Un fornitore di assistenza tecnica si presenta come “partner per l’innovazione”, ma non specifica impianti, zone e modalità d’intervento. Chiarire queste informazioni è un lavoro concreto sul quale impostare la revisione.

03 / La relazione con la ricerca

Il rapporto con la SEO.

Per AI Overviews e AI Mode, Google conferma che restano valide le pratiche SEO fondamentali. Non richiede file AI o dati strutturati speciali. L’idoneità di una pagina non garantisce che venga mostrata.

Documentazione Google Search Central

Le condizioni degli altri sistemi vanno verificate separatamente. Per esempio, OpenAI distingue il crawler per la ricerca OAI-SearchBot da GPTBot, relativo a contenuti potenzialmente usati per l’addestramento.

Documentazione OpenAI
04 / Il confronto tra proposte

Cinque domande da fare al fornitore.

  1. Quale sito, mercato e insieme di domande verranno analizzati?
  2. Quali contenuti o pagine saranno aggiornati?
  3. Chi realizza e chi approva le modifiche?
  4. Quali osservazioni saranno conservate nel report?
  5. Che cosa comprende il prezzo e cosa viene valutato a parte?

Queste informazioni rendono confrontabili proposte che possono usare la stessa sigla per lavori diversi.

05 / La lettura dei risultati

Dai un significato a ciò che cambia.

Un marchio menzionato, un link al sito e una richiesta commerciale sono eventi differenti. Nel nostro metodo vengono tenuti distinti. Il campione di risposte osservato non rappresenta tutte le ricerche dei potenziali clienti.

Guarda un esempio illustrativo di report
06 / Essere leggibili

Robots, sitemap e llms.txt: a cosa servono?

Se il tuo sito è online ma non viene trovato, prima di tutto deve poter essere consultato. robots.txt indica ai sistemi automatici quali percorsi possono visitare. Un blocco della scansione impedisce loro di leggere le pagine; una direttiva noindex, invece, chiede ai motori che la rispettano di non inserirle nell’indice. Il motore deve poter leggere la pagina per vedere questa direttiva.

La sitemap XML elenca gli indirizzi delle pagine che vuoi proporre ai motori. Aiuta a scoprirle, ma non garantisce che vengano indicizzate o mostrate prima delle altre. Sul nostro sito usa gli indirizzi ufficiali di primaposizione.ai.

llms.txt, con la “s”, è una proposta di formato per presentare una sintesi e i collegamenti utili agli assistenti. Il nostro raccoglie anche le domande dei clienti e le risposte presenti sul sito. Non è un’iscrizione a ChatGPT, non autorizza l’accesso al posto di robots.txt e non assegna un primo posto. Per le funzioni di intelligenza artificiale nella ricerca Google non è richiesto un file AI speciale.

OpenAI distingue OAI-SearchBot, usato per la ricerca in ChatGPT, da GPTBot, relativo all’addestramento. Permettere l’addestramento non è un requisito per consentire la ricerca. Avere contenuti leggibili resta diverso dall’essere scelti come fonte.

Fonti: Google: robots.txt, Google: sitemap, Google: funzioni AI, OpenAI: crawler, proposta llms.txt.